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Passeggero per Francoforte (1970)


Purtroppo questo libro rientra nel gruppo dei “brutti, brutti, brutti in modo impossibile”, non solo perché dovrebbe essere una spy story, e sappiamo che non è proprio il genere che amo, ma soprattutto perché è un’accozzaglia di trame a metà e personaggi inutili.

Agatha racconta una visione del mondo in cui preannuncia la globalizzazione, il complotto su scala mondiale attraverso il monopolio della droga e il controllo dei giovani che, seguendo uno strano movimento anarchico che in realtà mira alla restaurazione del Nazismo, dovrebbero sconvolgere tutte le nazioni. E naturalmente il tutto passa per una vecchietta dall’età indefinita che ha il ruolo di “deus ex machina” per arrivare alla soluzione di un mistero che non si capisce mai molto bene.

Leggerlo mi ha confortato sul tema “anche i migliori sbagliano”, e mi è servito come monito per essere meno dura con me stessa, quando scrivi non è detto che sia tutto bello e fatto bene, le schifezze vengono fuori anche dalle penne migliori.

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