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L’uomo vestito di marrone (1924)


uomo vestito di marrone

Agatha si allarga, fa andare la sua protagonista, la giovane e intraprendente Anne Beddingfield dalla provincia inglese fino al Sud Africa, in un viaggio movimentato e lungo pieno di suspance e colpi di scena. La storia d’amore naturalmente è nell’aria, mentre l’eroina si trova invischiata in una faccenda complicata di terrorismo, furti, spionaggio.

Anne è un’altra ragazza emancipata, come lo era Prudence Cowley, di Avversario Segreto, ma in questo caso orfana di un padre professore di antropologia e abbastanza povera per potersi permettere di girare il mondo da sola senza che sia un fatto sconveniente.

Incappata in un incidente in metro a Londra che per lei non è un semplice incidente, Anne si fa portare dalla corrente del mistero e conosce personaggi altolocati, stelle del cinema, avventurieri, oltre che naturalmente il grande amore.

La narrazione si volge nell’alternarsi di due diari, quello della nostra intraprendente eroina e quello del compassato Sir Eustace Pedler, un membro del Parlamento che si trova coinvolto in tutto l’intreccio. Così la trama sembra costruita in un felice climax tra la fresca visione del mondo di una giovane che inizia a scoprirlo e quella di un compassato gentiluomo che invece lo conosce talmente bene da esserne quasi annoiato.

Un’avventura che racchiude l’esotico del viaggio in Africa, il brivido dei rapimenti e delle sparatorie, oltre che di vari omicidi in cerca di colpevole.

“L’uomo vestito di marrone”, archetipo dell’uomo misterioso che potrebbe essere sia l’assassino che l’eroe solitario, sarà la figura da cui tutto parte e in cui tutto finisce, mentre intorno, come direbbe Paolo Conte, “c’è un bel traffico”.

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