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Il pericolo senza nome (1932)


pericolo senza nome

Poirot è ancora in vacanza, come ne “Il mistero del treno azzurro”, ma questa volta la località è molto meno suggestiva, si trova in Cornovaglia e non in Costa Azzurra, e Hastings è tornato dall’Argentina per stare un po’ con lui. Il nostro investigatore è sempre pensionato annoiato, e proprio per questo non si fa sfuggire un bel mistero che gli capita per caso, stando comodamente seduto nel giardino dell’albergo.

Una bella e sprovveduta giovane, orfana e sola, è infatti oggetto di misteriosi attentati che mirano chiaramente a toglierle la vita. Il mistero diventa più fitto perché non se ne capisce il motivo, visto che l’unica cosa che la fanciulla possiede è una casa su una scogliera piena di debiti e ormai malandata.

I nostri due amici si muovono quindi tra pochi personaggi e poche ambientazioni, mentre il punto focale restano i rapporti tra i diversi componenti della compagnia di giovani intorno a cui ruota il mistero.

Purtroppo gli sforzi di Poirot pe salvare la giovane saranno comunque funestati da un altro omicidio imprevisto e tragico, e il nostro povero detective avrà momenti di scoramento che Hastings non descriverà con l’astio dei primi tempi, ma neanche con l’affetto che ci aspetteremmo.

Nel complesso un libro che si fa leggere, anche se manca di brio in alcuni punti e i personaggi sono un po’ piatti. Agatha vorrebbe creare un gioco di specchi e costruire una trama sulla soggettività delle interpretazioni della realtà, ma non ci riesce con molto successo, vediamo qui l’inizio di una struttura narrativa che sarà più matura in altri romanzi.

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