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Gli elefanti hanno buona memoria (1972)


Poirot indaga su richiesta della scrittrice Ariadne Oliver su un duplice suicidio avvenuto svariati anni prima in cui è morta una sua compagna d’infanzia di cui ha battezzato la figlia.

Seguendo il motivo che “gli elefanti hanno buona memoria” e il fatto che le persone più sono anziane più ricordano bene le cose avvenute molto tempo prima, sia la scrittrice che Poirot inseguono i testimoni dell’epoca per cercare di capire perché una coppia all’apparenza felice e serena, senza problemi e con due figli che amano, un giorno sia andata a passeggiare su una scogliera e si sia sparata a vicenda.

Un’indagine che si muove sulle dichiarazioni dei vari personaggi e scorre rapida mantenendo costante l’interesse del lettore, che insegue insieme agli investigatori una verità sfuggente nascosta tra le pieghe dei ricordi. Da leggere se è piaciuto “Il ritratto di Elsa Green”, citato anche nel libro a ricordare come certe storie, per quanto lontane nel tempo, prima o poi ritrovino sempre la strada della verità.

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