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The Art of the Brick – l’arte della felicità in un mattoncino


lego

In un allestimento povero dove si vede chiaramente che si è messo solo il minimo indispensabile troviamo una mostra con delle opere talmente belle da non aver bisogno di allestimento.

Le opere di Nathan Sawaya possiedono, infatti, la bellezza intrinseca della semplicità e della perseveranza, costruite con migliaia di pezzetti singoli di Lego, il mattoncino icona delle infanzie felici, mostrano come si possa dare forma al pensiero quando si vince la sfida più importante: quella con le nostre paure.

Sawaya si presenta all’inizio dell’esposizione con un video in cui racconta di aver lasciato la sicurezza di una professione di avvocato per dedicarsi a “quello che lo rende felice”: ovvero rendere reali le sue fantasie usando i Lego e facendo questo, dedicarsi all’arte.

Percorrendo le sale a tema, incontriamo lo stupore di vedere come un elemento basilare e senza personalità come un mattoncino diventi invece parte di un tutto con un senso e una bellezza. Tra sculture complicatissime e quadri che usano effetti ottici per restituire immagini pop o riproduzioni di grandi icone dell’arte, ci sembra quasi di sentire la fatica di concretizzare un’idea, la concentrazione sulla necessità di esprimersi compiutamente ma soprattutto l’empatia che muove l’artista, il quale vuole condividere non solo le sue creazioni, ma lo spirito che lo porta a realizzarle.

Sawaya incita i suoi spettatori alla fattività, a fare quello che piace senza farsi bloccare dalla paura e ribadisce costantemente il suo concetto di arte come presente nella realizzazione di qualsiasi forma di creatività, purché personale.

Il sottofondo di migliaia di mattoncini maneggiati dai visitatori più piccoli posti in una serie di vaschette alla fine della mostra arriva quasi in ogni sala, con un valore evocativo fortissimo, che dà ancora più forza all’atto creativo e alla precarietà delle composizioni, solo apparentemente fragili e a volte in bilico tra valori geometrici e coloristici.

The Art of the Brick è una mostra che consiglio perché rappresenta, anche nelle sculture dedicate alla sofferenza dell’animo, il riscatto costante che la creatività ci permette di prendere nei confronti delle nostre vite.

Ogni scultura di  Nathan Sawaya  contiene un monito importante che vale per i giovani che devono affrontare le prime scelte della vita e per gli adulti che credono di averle fatte tutte: si può sempre cambiare, come quando si gioca con i lego, quando non si riesce a fare una forma o ci si stanca di quello che si è fatto si può smontare tutto e ricominciare, ma bisogna sempre impegnarsi con sincerità e  dedizione, così il mondo non finirà, anzi sarà migliore.

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