top of page

Scolpito nella pietra di Fabio Viale


E’ finita il 30 settembre una di quelle mostre che avrei tanto voluto vedere, e guarda caso non si trovava in Italia: “In Stein gemeißelt – Skulpturen von Fabio Viale in der Glyptothek” al Glyptothek Museum di Monaco di Baviera. Qui lo scultore italiano ha portato 11 opere e un meraviglioso Lacoonte che è stato esposto nella piazza antistante al museo, per la prima volta occupata da un’opera d’arte contemporanea. Anche se la mostra è ormai finita la trovo comunque un punto di partenza per parlare dell’artista che ne è protagonista.

L’opera esposta al di fuori del museo, famoso per la sua collezione di arte classica, nasce da un’altra conosciuta da tutti e per questo iconica: il Lacoonte, importante non solo per il ruolo che ha nello sviluppo della cultura Rinascimentale, ma anche solo per la sua bellezza. Così la scultura classica, riprodotta, rivive di nuovi significati nella rielaborazione di Viale, che decora la pelle di marmo  di tatuaggi che lo trasformano in una versione contemporanea.

Artista di rara coerenza intellettuale, Fabio Viale racchiude la sua arte in una serie di elementi chiari e decisi che riguardano la materia, la tecnica e il contenuto. Ma andiamo con ordine, la materia è il marmo. La tecnica è raffinatissima, prevede la manipolazione della pietra in modo da trasformarne la densità, da renderla alternativamente sottile come la pelle o leggera come il legno. Il contenuto parte da un’immagine iconica, ricca di significati consolidati, e la trasforma in qualcosa di contemporaneo e inaspettato.

Ma la sua più importante caratteristica è un’altra: la meraviglia. Guardare un’opera di Viale ci lascia insieme stupefatti ed interdetti, perché non sembra semplicemente possibile. Il sentimento di estraniamento nell’incontrare un busto classico perfetto ricoperto di tatuaggi altrettanto perfetti si trasforma in un piacere compiaciuto davanti alla bellezza dell’insieme, come a dire, l’opera diventa plausibile, e per questo meravigliosa.

Con un coraggio che incontriamo ahimè sempre più spesso fuori dal nostro paese e poco in casa nostra, la mostra non ha semplicemente ribadito l’importanza che ha la scultura classica nella genesi stessa del panorama contemporaneo, ma come i valori dell’arte siano universali e facilmente intercambiabili fra loro, proprio perché superano sempre i tempi in cui sono concepiti.

La scultura di Viale non è, infatti, interessata a valorizzare la bellezza classica, ma la utilizza come un veicolo di comunicazione: attraverso la sua familiarità avvicina lo spettatore e ne cattura l’attenzione, per poi comunicare un messaggio preciso che è il suo, un messaggio inserito nel tempo che vive e che viene dato a quelli che vivono con lui quel tempo.


N.B.

Se invece vi trovate a Torino potrete vederlo nella mostra da Gagliardi e Domke Gallery inaugurata il 1 novembre 2018

Comments


bottom of page