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“Qualcuno non sia solo” di Daniele Franzella


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Un piccolo salto nell’arte contemporanea per dedicare qualche minuto a questo scultore italiano difficile da incontrare se non in qualche galleria illuminata.

Scoperto grazie ad un articolo su una galleria palermitana, che gli dedica appunto uno spazio per un progetto rivolto al tema della natività nel panorama contemporaneo, lo ritrovo in questo altro progetto del 2013 intitolato “Qualcuno non sia solo” .

Qui vengono presentati, come in una fotografia di famiglia dei primi del Novecento, una serie di personaggi che richiamano al mondo circense.

Ballerine su cavalli, nani, l’orso umanizzato con il suo addestratore, la donna cannone che tiene in braccio due ballerine, un gruppo degli acrobati ed il presentatore. Tutti in posa, tutti che sembrano guardare un obiettivo immaginario davanti a loro. Qui non troviamo nessuno intento nel proprio lavoro, ma ognuno è abbigliato per ricordare quale sia. Mentre forme e capigliature retrò, che richiamano i film in bianco e nero, aumentano l’idea di un’immagine che racconta qualcosa di lontano nel tempo e perduto.

La bellezza dell’opera è nell’insieme di varietà figurativa e di bravura tecnica, nell’energia trattenuta dei personaggi, nei sentimenti impliciti che sottende.

Franzella ci presenta una famiglia atipica, in cui non è il legame di sangue a regolare i rapporti personali ma gli equilibri della vita circense, una vita mobile che rappresenta insieme rifugio e fuga, libertà e schiavitù.

Ogni personaggio dialoga con l’altro e con lo spettatore mostrandosi e mostrando il suo desiderio di equilibrio, in una sorta di dialogo muto fatto di interrogativi sulla vita e sul quotidiano,”atipico” come tutto il resto della loro esistenza.

“Qualcuno non sia solo”, nella sua coralità, racconta un gruppo scultoreo visivamente legato solo dalla cifra stilistica, non da un contatto fisico, e proprio per questo fortissimo, perché il messaggio si moltiplica sui personaggi, che costruiscono come una sorta di eco dei significati, che a loro volta ruotano intorno alla speranza che esista un dialogo muto tra anime diverse. Un dialogo contro la solitudine.


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