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“Primavera a Gościeradz” – Leon Wyczółkowski


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Una grande finestra spalancata su un giardino, un albero fiorito che si muove seguendo il vento che entra nella stanza e gonfia le tende. Il luogo di riposo in un salotto, fatto da una poltrona comoda e da un libro, davanti ad un panorama rilassante, che in quel momento non ospita nessuno, ma che vive anche senza che ci sia qualcuno a goderselo.

Una scena senza figure animate ed invece piena di vivacità, fatta dal vento che prende forma negli oggetti, dal profumo della Primavera che sta arrivando ed entra nelle case portando insieme luce e vita. La Primavera che si manifesta in una dolce immagine domestica fatta del silenzio dei rumori della casa e del giardino, riscaldata dalla luce tiepida del primo pomeriggio.

Anche il libro abbandonato con le pagine mosse dal vento racchiude un senso di introspezione, una sorta di promessa di altri luoghi, lontani ma insieme raggiungibili, ed  un pensiero sopito che, attraverso la finestra, unisce la tranquilla serenità della casa e la vitalità del mondo che aspetta fuori.

Leon Wyczółkowski, pittore polacco dei primi del Novecento, così ci racconta la silenziosa bellezza delle cose guardate ma non vissute ed insieme quella piccola aspirazione segreta che ognuno di noi ha in certi momenti della sua giornata, quando si pensa che si vorrebbe un angolo privato e solitario in cui perdersi o, al contrario, ritrovarsi.

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