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Per non parlare della Grande Bellezza


grande bellezza

Il tema della bellezza fa parte di questo blog. Viene affrontato con regolarità da qualche anno, anche perdendosi in elucubrazioni sul rapporto tra l’immagine cinematografica e l’arte contemporanea. Così incontrare un film che ha proprio un titolo affine con i miei argomenti mi impone di dedicargli una rapida riflessione. Sottolineo la rapidità perché ne parlano tanti e penso che il mio contributo riguardi più la completezza degli argomenti del mio blog che l’attualità.

Eppure vorrei parlarvi della Grande Bellezza ma non posso, non posso perché credo di essere una delle poche persone che lo abbiano visto. E la cosa assurda è che quando era nelle sale incontravo solo gente che lo aveva visto questo film, mentre ora incontro solo gente che non lo ha visto e ne parla. A dire la verità ne scrive pure un sacco di gente che secondo me non lo ha visto. Il dubbio mi viene quando parlano del film ma non della trama, non citano mai i personaggi, né una serie di ambientazioni che nella storia sono importanti. Tutti discorsi generici sui massimi sistemi in cui citano tre grandi luoghi comuni: Fellini, la Roma cafona e l’Italia decadente.

Eppure, quando guardi il film, più che Fellini in certi momenti ti viene in mente Antonioni, e la Roma cafona diventa marginale seguendo l’evoluzione della storia.

Ma io della storia non posso parlare, e lo faccio per rispettare chi il film non lo ha visto e lo deve vedere. Se mi mettessi infatti a raccontare cosa succede vi toglierei il gusto del finale, oltre che di tutta la storia, in cui, almeno io, ho passato il tempo a chiedermi: e ora che succede?

Pochi sembrano aver apprezzato questo modo di narrare, in cui lo spettatore deve guardare, deve guardare fino alla fine per vedere se ha capito, se le cose andranno come se le aspetta oppure no. E pochi mi sembra abbiano apprezzato il vero punto di vista, che non è quello sociale, ma personale ovvero solo ed esclusivamente quello del protagonista. In questo film si incontra un uomo e poi il resto.

Ma non posso parlare della trama del film, appunto come non fanno gli altri, altrimenti sembrerebbe tutto più semplice, tutto meno criticabile, tutto banalmente cinematografico e non politico.

Però una cosa la posso dire:  anche qui si ricorda che ognuno può incontrare la sua grande bellezza, deve solo liberare il proprio cuore ed impegnarsi a cercarla.

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