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La primavera nonostate tutto di Pissarro


Nel 1877 Camille Pissarro, pittore impressionista, dipinge un frutteto nella campagna francese in primavera. Lo fa partendo dal grande albero centrale, che svetta tra gli altri più piccoli e asseconda il panorama collinare alle sue spalle, dove in lontananza si vedono le casette dai tetti in ardesia del paese.

In basso le file ordinate degli ortaggi ed in alto un cielo fatto di nuvole sottili, che ammorbidiscono l’azzurro del cielo e lo rendono fluido, in movimento.

I fiori riempiono i rami spogli restituendo la mobilità dell’aria nella leggerezza del tratto che li compone. Tutto ci fa pensare ad una giornata tiepida e luminosa, con l’aria profumata, gli uccelli che cantano, in poche parole, tutto è primavera in questo quadro.

La campagna è il luogo dove per eccellenza si può vivere meglio questa stagione, in cui la natura e la sua rinascita sono protagoniste al di là delle azioni dell’uomo, e l’immagine che ci restituisce Pissarro è familiare a chiunque abbia un po’ di dimestichezza con quell’ambiente ma anche a chi fantastica di abitarci.

La composizione, equilibrata e sobria, restituisce la calma gioiosa di un momento che sappiamo di poter incontrare ciclicamente, una sorta di speranza e insieme sicurezza.

Ogni anno le stagioni si susseguono, ognuna con le sue caratteristiche, ed ogni anni, dopo un inverno freddo o piovoso, gli alberi si risvegliano e con i loro fiori ci annunciano una rinascita che niente potrà arrestare.

Perché la Primavera arriverà sempre, anche quando potrebbe sembrare impossibile, anche quando possiamo pensare che ci sono troppi ostacoli, eppure da qualche parte ci sarà un pesco o un melo fiorito, magari in un orto ben ordinato oppure nel nostro cuore.

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