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L’Adorazione dei Pastori di Lorenzo Lotto


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Tra i tanti quadri che parlano della nascita di Cristo, ovvero del vero motivo per cui dovremmo festeggiare il Natale, l’Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto si distingue per le intuizioni disarmanti della composizione. Secondo lo stile di Lotto, la scena è compressa da un taglio stretto in cui i personaggi si affollano quasi sui bordi, ma riescono ad avere comunque il proprio spazio persona

Al centro naturalmente è il Bambino, non rappresentato in braccio alla madre o addormentato come ogni neonato che si rispetti, ma arzillo e quasi scalciante, proteso verso l’agnello che gli porge uno dei pastori, in una posa naturale e molto umana.

Ma non è l’unica particolarità del quadro, i pastori stessi non sono quello che sembrano. Lotto qui infatti ritrae i committenti dell’opera, due nobili perugini, travestiti letteralmente da pastori, come testimoniano le casacche apparentemente modeste indossate per coprire i veri abiti che denunciano la loro posizione sociale.

Le fonti di luce sono due, quella crepuscolare proveniente dalle piccole finestrelle dietro i personaggi, che pone la scena in un momento indefinito tra la notte e il giorno, e quella divina, soffusa e dorata, che si diffonde da destra. Quest’ultima segue una diagonale che mette in luce parzialmente anche i volti degli angeli intenti a spingere in avanti, verso l’adorazione della divinità, i pastori-committenti.

I genitori guardano in disparte ma non sorridono davanti ad una scena che, nella quotidianità, potrebbe essere allegra se non buffa: la reazione di un bambino di fronte ad un animale tenero come lui. C’è infatti una tensione sospesa in tutti i personaggi, espressione della consapevolezza del vero significato dell’incontro tra il Bambino e l’Agnello. L’animale è infatti il simbolo del futuro del piccolo: il sacrificio di sé stesso che sarà chiamato a compiere per salvare l’umanità.

Lotto quindi racconta un messaggio teologico chiaro e potente: è nato il Nostro Signore che, come in una delle preghiere più importanti, il Credo,  è  “… generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre… Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo…”

Ogni anno assistiamo al miracolo del Natale e ci dimentichiamo che cosa voglia dire veramente: la nascita di una nuova possibilità, l’arrivo di qualcuno che fa suo il nostro dolore in un accogliersi reciproco che ci aiuta a superare il buio che avvolge le nostre vite.

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