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Un po’ di luce sul “lato oscuro”


lato oscuro

Oggi farò luce su un tema messo sempre in ombra ma intorno al quale girano sempre tanti interessi, un tema che fa parte della salute di ognuno, che occupa i pensieri di molti e che ad altri dà anche da vivere.

Il tema è il sedere. Ecco, l’ho detto, tutto di un fiato per colpa della paura che mi mancasse il coraggio, perché lo sappiamo tutti, è un argomento difficile da affrontare, pieno di curve e sottintesi, su cui è facile essere fraintesi e disapprovati, per non dire “presi per il…”.

E dico questo non solo a causa della una grande varietà di sinonimi che ha, su cui si potrebbe scrivere un pezzo a parte, ma anche perché c’è una grande differenza tra come è visto da una donna e come da un uomo.

La donna guarda prima e sempre il suo, di fondoschiena, e se guarda quello di un’altra lo fa solo per paragonarlo al proprio e deprimersi, cosa che, del resto,  fanno anche gli uomini, ovvero guardano quello delle donne, ma non per deprimersi, anzi. Tenete comunque presente che se un uomo guarda quello di un altro uomo, di solito, si affrontano argomenti politicamente ed eticamente spinosi che non ho intenzione di presentare qui.

Il sedere maschile, quindi, non verrà affrontato in questa sede, appunto perché non ha grande interesse,vi ricordo infatti che  i jeans gli calzano sempre bene, al di là della forma, ma soprattutto non ha la cellulite, quindi non è fonte di arricchimento per i produttori di rimedi miracolosi.

Essendo io una donna, e spero che questo si sia capito, parlerò di quello che conosco meglio, ovvero il mio, anche perché è un argomento importante. E per importante intendo a partire dalle dimensioni, perché io sono mediterranea, quindi Dio ha deciso che avessi i fianchi adatti a bloccare agevolmente la ciambella al mare.

In un mondo dove i pantaloni vengono cuciti in paesi asiatici, quindi dove il modello femminile è “dritto” e piccolo, ho passato anni difficili a cercare qualcosa che riuscisse a salire oltre la coscia e a chiudersi senza che mi venisse un blocco intestinale. Ma le cose sono migliorate da quando la produzione si è spostata in Turchia, dove le donne hanno una conformazione simile alla mia e quindi i tagli e le taglie hanno assunto proporzioni più adatte alle mie esigenze e aspirazioni.

E dico aspirazioni perché il problema del fondo schiena è che non ha mai la dimensione e la forma che una vorrebbe, anche perché il punto di riferimento non è solo Belén, ma soprattutto è Barbie. Noi cresciamo giocando con una bambola che ha due gambette rigide e dritte che terminano in un minisedere durissimo e inflessibile, con questo imprinting è naturale pensare che quello sia il vero standard di bellezza: un sedere di plastica dura, comodo, per carità, soprattutto per sedersi su gradini di marmo o sedie non ergonomiche, ma assolutamente impossibile da raggiungere  a meno che non ci siano degli aiuti genetici o  medici, e pure allora non è detto.

Ammetto di essere molto scettica sui risultati che possono nascere dai metodi tradizionali come dieta, creme e palestra e sono troppo fifona per la chirurgia,  mentre sono molto fiduciosa nei metodi di Photoshop, che garantisce una resa migliore ed meno dispendiosa sia in termini di tempo che denaro.

Per questo, dopo anni di sofferenza in cui le maglie lunghe servivano a nascondere la mia poca autostima, complice anche l’avvicinamento ai quarant’anni e alla consapevolezza che ormai i giochi sono fatti, ho deciso di cambiare approccio e avvicinarmi alla concezione del mio sedere in maniera positiva.

Prima di tutto un fondoschiena che “fa provincia” dà più stabilità, ovvero se c’è vento forte ci si sposta difficilmente e nelle salite e discese si perde meno l’equilibrio. Volete mettere sulla Tour Eiffel la sensazione di sicurezza che avrete affacciandovi a guardare Parigi dall’alto di centinaia di metri?Il vento vi scompiglierà i capelli ma non ci sarà pericolo di precipitare.

Sempre nei percorsi accidentati, si ha un ammortizzatore in più che garantisce di alleggerire il carico sulla colonna qualora si cammini su percorsi sconnessi, come per esempio i sanpietrini romani, noti non solo per la loro caratteristica “durezza” ma anche per l’essere spesso malridotti come lo sono le strade di Roma. Qui un sedere di proporzioni adeguate potrà  proteggere dagli sbalzi  procurati appunto dalle buche della Capitale, parte integrante dell’arredo urbano, se si va in motorino. Sulle biciclette rappresenta un optional che permette una fruizione del sellino più disinvolta, aumentando i tempi di resistenza anche se può ridurre la velocità.

Vi ricordo che la vita è fatta di ostacoli e la maggiore superficie garantisce, qualora si inciampi, che la caduta sia sempre sul morbido. Conosco persone che si sono rotte ossa appunto perché non possedevano questi airbag naturali per protezione.

E sempre parlando di morbido, è comodo anche per gli altri, qualora si voglia utilizzare come cuscino accessorio, concilia il sonno grazie anche alla temperatura tiepida mentre sul divano aiuta alla creazione della famosa conchetta in modo da aumentarne esponenzialmente il confort.

Al contrario di quello che si pensa, è una fonte di energia, in caso di carestia o catastrofe si hanno delle scorte di calorie che altri non possiedono, anche se sarà un problema cercare di non farselo affettare appunto dagli altri sopravvissuti.

Anche gli uomini alla fine saranno talmente concentrati su di lui da dimenticarsi di verificare difetti o inadempienze, il panorama del loro sguardo sarà tutto occupato.

In un mondo sempre più secco, quando penso queste cose mi viene spontaneo rallegrarmi al ricordo dei tanti sacrifici fatti per mantenerlo, tanti cucchiai di nutella mangiati a forza, o frittini prelevati ancora bollenti nei piatti, non sono stati ingeriti invano, sono stati parte di un lungo percorso che ha portato alla creazione del sedere perfetto, del mio sedere perfetto.

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