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Ode al sonno


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Io amo dormire. Non penso che il tempo speso nell’incoscienza sia sprecato, anzi, in alcuni casi é il tempo speso meglio, perché permette a certi soggetti di astenersi per un po’ dal fare meno danni al mondo ed ad altri di riposarsi per fare meglio quando sono svegli. Ritengo che dormire sia un’arte perché richiede una cosa non da poco: la capacità di addormentarsi. ci sono persone che chiudono gli occhi e perdono i sensi come fossero svenute, ma sono solo addormentate, ve ne accorgete da quel respiro regolare e soddisfatto che potete ascoltare avvicinandovi e che, se non siete come loro, invidiate.


Altri invece hanno delle abitudini che sono fondamentali per prendere sonno. La più comune é leggere al letto, ma ci tengo a precisare che quello che riesce a conciliarlo non è la lettura in sé, é la coscienza di chiudere la giornata con un gesto intellettuale e dedicato a se stessi così da riscattare il resto del tempo dedicato agli altri o a fare cose poco culturali. Ci sono alcuni che mangiano qualcosa di dolce prima di andare a dormire, altri che, per distendersi, bevono il latte o la camomilla . Altri che si ubriacano, ma quando si svegliano non sono molto contenti. Per non parlare di quelli che bevono il caffè e che possono avere problema a rilassarsi, ma é meglio non farglielo notare, già sono troppo nervosi. Dopo i riti vengono le condizioni. Ovvero la quantità di luce e di rumore. Se non siete della categoria ” belli addormentati” ovvero quelli che ho citato all’inizio e che non hanno problemi, questi fattori sono fondamentali. Di solito si cerca il buio assoluto ed il silenzio, ma ci sono persone che riescono a sopportare anche la penombra e trovano il ticchettio della pioggia conciliante. Altre invece che col ticchettio escono fuori di testa e cercano nel buio la fonte del rumore arrivando ad uscire in pigiama sotto la pioggia. Poi viene il letto, perché credo che ogni cosa debba essere fatta nel luogo giusto, il divano serve per guardare la tv, soprattutto se dividi casa con altri che magari vorrebbero cambiare canale ma non riescono ad arrivare al telecomando che l’addormentato tiene spasmodicamente stretto nel pugno. Quindi il letto ha un ruolo fondamentale nella qualità del sonno. E lo sanno bene i frequentatori di Ikea, che quando si trovano a scegliere il cuscino, o peggio, il materasso, e si trovano davanti 500 mq di possibilità. Altezze differenti dei cuscini a seconda di come si mette la testa e della gravità della cervicale che si ha, oppure durezze differenti per i materassi. Affrontare la giungla delle molle, piuttosto che del lattice, dell’ergonomico o del terapeutico, richiede uno spirito ed una forza emotiva non indifferenti. Anche perché questi oggetti nell’immaginario collettivo hanno un che di duraturo, ovvero si pensa che il materasso sia come un diamante, per tutta la vita, o almeno finché non si cambia il fidanzato/a. La sezione biancheria infine viene molto sottovalutata, ma io ritengo che sia invece fondamentale. Esistono due scuole di pensiero in merito a quello che ci voglia per fare un letto e a come farlo. La prima, derivante dalle nostre mamme, che prevede l’utilizzo di: lenzuolo con angoli, lenzuolo normale, copripiumino con dentro il piumino e, a coprire tutto, copriletto; la seconda che prevede: lenzuolo con angoli, copripiumino con dentro il piumino e basta. Inutile dire quale sia quella che vince quando si è single e pigri ma soprattutto si odia stirare le lenzuola. Ed è inutile dire che si fa appositamente il letto nella prima versione quando viene a trovarci una madre o una parente stretta al di sopra degli “anta”. Chiudo questo mio piccolo contributo sul dormire con due parole sul pigiama. Un’altro elemento bistrattato e poco valorizzato. Voglio qui ribadire che il pigiama è il momento di massima liberazione che possiamo avere in questa epoca di immagine e velocità. Ovvero é solo nell’intimo della nostra camera da letto che possiamo utilizzare colori che non useremmo mai come il giallo canarino, rosa confetto, verde acqua, oppure trionfi di animaletti e farfalline. Possiamo andare in giro con maglioni sformati, calze bucate, pantaloni senza cavallo, che ci permettono di tirare fuori il barbone che è in noi, oppure mettere della seta nera e dei merletti che invece tirano fuori la nostra Marilyn Monroe. Quando si è in pigiama si è senza filtri e senza maschere, ecco perché solo pochi possono vederci in quel momento, ed è un momento prezioso. Non ho parlato dei sogni che si fanno quando si dorme perché mi riservo di dedicarci un’altra storia, ma visto che mi trovo, se mi leggete prima di andare a dormire, non posso che augurarvi di dormire come un neonato, senza pensieri e con sogni lievi.

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