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Mare profumo di mare…


mare

E’ arrivata l’estate, quindi si va al mare! Forse.

E dico forse perché la decisione non è poi così immediata come sembra, il mare infatti non è assolutamente tutto uguale, soprattutto quando si abita in una città che sta al centro della penisola e che ti permette di andare un po’ dappertutto.

Una volta ritrovato il costume, constatato con sollievo che entra anche quest’anno, recuperato l’asciugamano e verificato di avere ancora mezza boccia della crema solare della stagione precedente, ci si deve fermare un attimo a ragionare su quale sia il migliore da frequentare in quel preziosissimo tempo che possiamo dedicargli. E uso il termine “frequentare” proprio per evidenziare come il nostro rapporto con il mare sia simile ad sorta di relazione sentimentale, fatta di aspettative e delusioni.

Se ci fate caso, infatti, il week end estivo ci procura quel piacere breve ed immediato  paragonabile alla scappatella mordi e fuggi, mentre il mese al lido, con l’ombrellone prenotato, la casa e il pattino è come un matrimonio stabile e duraturo.

Inoltre il tipo di mare è paragonabile al tipo di persona di cui ci possiamo innamorare.

Lo scoglio selvaggio è sicuramente l’uomo rude o la donna misteriosa, la sabbia con il fondale per bambini una brava ragazza che si vuole sistemare o l’uomo buono con il posto sicuro, la barca è il compagno di successo o la ragazza appariscente.

Ma anche la sabbia non è tutta uguale, quella dorata e fine è una persona dolce, tranquilla, che però ti scotta i piedi se non stai attento, mentre quella di sassi è ordinata, forse anche un po’ troppo, mentre ti tiene sempre un po’ sulle spine con la sua capacità di controllo.

Il mare aperto dove c’è sempre vento non fa sentire il caldo, quindi è più piacevole, ma ti fa scordare a volte di essere al mare, come quelle persone che non dicono chiaramente i propri sentimenti e ti lasciano a volte troppo libero, mentre le calette di difficile accesso sono le più intriganti, quelle da cotte adolescenziali, quando perdi la testa per l’idea di qualcuno, non per quello che è.

I servizi poi sono la grande discriminante, meglio un posto con l’acqua brutta ma con una spiaggia attrezzata, ovvero bagni, ristorante, ombrelloni, magari anche con il parcheggio comodo o un luogo sperduto, dove puoi arrivare arrampicandoti tra dune e pinete portandoti tutto dietro per poi goderti la natura incontaminata? Come dire, meglio qualcuno un po’ bruttino ma che ci fa stare tranquilli e comodi, con una relazione senza scossoni e fatta di certezze o la bellezza che però dobbiamo faticare per conquistare e che ci potrebbe scappare dalle mani da un momento all’altro?

Se poi si è complicati come me, ovvero si ama la spiaggia dorata, il fondale limpido e basso ma il panorama chiuso e selvaggio della caletta, l’ombrellone col lettino, ma con gli altri a distanza di sicurezza, i servizi igienici con le docce, possibilmente la crema di caffè al bar alle cinque, il parcheggio vicino e assolutamente niente musica proveniente dal lido o racchettoni sul bagnasciuga, possiamo dire che la scelta migliore sarà l’hotel sulla spiaggia, che mette insieme sicurezza, bellezza e qualità, ovvero un uomo speciale che mi accolga e che non sarà mai come nessun altro posto al mondo in cui riposarsi.

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