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La deriva dei fazzoletti Atto II


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Sono dieci giorni che ho il raffreddore. Ho già ampiamente raccontato cosa mi succede quando mi ammalo veramente, quando insomma l’ipocondria lascia il posto all’amara realtà, ma in questo caso non voglio parlare solo di me.

Voglio sempre lamentarmi un po’, ma affronto l’argomento dal punto di vista delle reazioni degli altri quando mi vedono con la faccia gonfia, il naso gocciolante, che parlo come Paperino e brandisco fazzoletti sporchi come spade laser.

  1. ll Fidanzato. Quello che ti dovrebbe capire più di tutti, che ti dovrebbe coccolare, che dovrebbe ingegnarsi per toglierti occasioni di lamento, visto che è con lui che ti lamenti il 90% delle volte. “E’ solo un raffreddore!” Lui lo dice per smorzare questa tua “leggendaria” tendenza al lamento, ma non sa che mentre lo dice sei al telefono per strada, in gennaio, con tanto mal di gola da non riuscire a fare altro che gracidare, hai le gambe molli e pensi che morirai là liquefacendoti tra i sampietrini in una pozza di muco.

  2. La Mamma. Quella che ti ha generato, che conosce tutti i tuoi difetti eppure ti ama lo stesso, anche perché sono i suoi ma lei non lo ammetterà mai. “Devi metterti il cappello. Per quello non guarisci.” E te lo dice mentre stai masticando la pastiglia di Cebion che ti si è piazzata come una mappazza granulosa nella trachea e non scende più. Del resto non tiene conto che già sei diventata come Jabba the hutt e se andassi in giro col cappello sarebbe come dichiarare definitivamente finita la tua vita sociale.

  3. La collega. Quella a cui fai pena, e basta. “Vuoi il numero del mio medico? È pneumologo”. A parte che io non la so manco pronunciare questa parola, ma a sentirsela dire così, mentre si guarda la scrivania piena di fazzoletti sporchi e puliti, pillole varie, tazze di tè vuote, poi non sembra strano che ti venga un po’ d’ansia quando sei in ufficio vero?

  4. Il contatto che sei costretta a chiamare per lavoro. “Potrebbe essere sinusite. Io ci soffro. I batteri si annidano nel naso e solo con l’acqua marina puoi cercare di contrastarli. Ma contrastarli, bada bene, non sconfiggerli.” Quindi ti rendi conto che l’unica cosa che ancora non hai provato è una bella vacanza ai Caraibi, dove l’acqua di mare è abbondante, oltre al sole, al caldo e a mille milioni di chilometri che si mettono tra te e le rotture di scatole che ti hanno abbassato le difese immunitarie.

  5. L’amica che senti perché è un’amica, non è che ci deve essere un motivo, ma che si è ammalata anche lei quando è successo a te. “Io sto meglio altrimenti sarei all’obitorio. Però anche io ho iniziato il cebion”. Bene, finalmente una che ti capisce.

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