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L’invidia sta negli occhi di chi guarda


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Molti ritengono l’invidia uno dei veri grandi mali oscuri dell’umanità, e forse non hanno tutti i torti. L’invidia è uno dei sentimenti più facili da provare, oltre che dei più comodi, perché ci permette di guardare la vita degli altri senza soffermarci su quello che di buono ha la nostra, ma soprattutto è uno dei sentimenti “inconsapevoli” che proviamo o subiamo.

Da persona umile quale sono, lo sappiamo tutti, io ammetto di essere molto invidiosa, ma sviluppo questa pessima abitudine in slanci rapidi e momentanei che non hanno una gettata molto ampia, diciamo che sono dei minirazzi con le batterie ministilo che cadono dopo uno sbuffo patetico a pochi centimetri dai miei piedi, in compenso non ho la contraerea per quei bombardamenti che inconsapevolmente subisco e che mi raggiungono sempre in momenti inaspettati.

Tutto ruota intorno alla visione che gli altri hanno della tua vita. Più sembra figa più hai possibilità di creare invidia, quindi l’apparenza è il punto di partenza per cercare una qualche difesa passiva agli strali delle onde psichiche più insidiose. Costruirsi una sorta di “duplice vita” per non attirare l’attenzione e sembrare più sfigati di quanto non si sia, sembra una delle tattiche più diffuse al momento.

Questo perché la nostra immagine è veicolata prima di tutto dalla vetrina della nostra vita, ovvero Facebook, dove mostriamo di solito proprio le cose che generano questo turpe sentimento (acquisti, uscite, vacanze).

Bisogna quindi smetterla di ragionare in termini egoistici e mettersi nei panni dell’invidioso medio, in modo da non attrarre la sua attenzione, anzi, da fargli dimenticare che esistiamo. Ecco perché non bisogna mai registrarsi in luoghi belli se non dopo esserci stati e se proprio non riusciamo a farne a meno, se “l’invidioso” non sa dove siamo non potrà collocare il suo astio.

Da qui a mantenere un profilo costantemente basso ci vuole poco, basta limitare le cose pubblicate, concedersi magari qualche barzelletta o articolo di politica locale, ma non scrivere mai invettive che ci facciano apparire livorosi, perché potremmo risultare poi noi come possibili invidiosi degli altri.

Non fotografare mai piatti succulenti, perché fa scatenare due tipi di invidie: quelli che sono anoressici e vorrebbero mangiare, ma non possono, e quelli che mangiano quanto te, e vorrebbero mangiarselo pure loro, ma non possono. Se vi capita qualche volta di prendere delle pizze a portar via di quelle tristi, dove non si sa bene se c’è sopra la mozzarella o la plastica, quelle potete fotografarle, come la frutta, possibilmente non sbucciata, o le minestrine o il riso in bianco, che suggeriscono problemi di stomaco che non sono mai invidiabili.

In questa ottica, non lesinate status in cui dite di stare male, ma che siano malattie indefinite, mi raccomando, mal di testa, mal di denti, febbri, fanno venire voglia di frequentarvi poco, e quindi allontanano anche i curiosi, che non lo vogliono sapere quante volte avete vomitato (certo, se trovate qualcuno che lo vuol sapere ha un problema patologico e allora è un’altra storia).

Non mettere foto di vacanze in posti esotici o lussuosi, consiglio foto di agriturismi e magari selfie con asini o galline, per rendere l’idea di una certa tristezza negli approcci sociali.

Se fate foto di paesaggi e tramonti che siano sfuocate, così rimarranno nel dubbio se avete assistito ad una scena romantica, se siete in un bel posto, o se semplicemente siete dei cani come fotografi.

Fondamentale è non mettere foto con comitive o gruppi di amici sorridenti, non fate vedere che avete una vita sociale piena e soddisfacente, soprattutto non mettetevi in posa con cocktail in mano o dolci, mettete poche foto vostre, magari selfie fatti nel bagno e con la matita scesa sotto l’occhio.

Ma una raccomandazione importante va proprio a quelle fidanzate, che sono spesso oggetto di invidia sottile e pericolosissima da parte di eventuali concorrenti in amore o semplicemente aspiranti zitelle. Non mettete mai foto di felicità con il vostro “Amore”, non scrivete mai frasette dolci, non fate vedere quanto state bene insieme e quante cose fighe fate. E’ fondamentale non far capire mai come va la relazione, anzi, stendere un velo di nebbia che renda impossibile capire punti deboli o cogliere opportunità.

Diventare un ricordo sbiadito sarà quindi la missione di chi è veramente felice, perché, come dice Socrate: “La felicità è sempre soggetta all’invidia: la sola miseria non è invidiata da nessuno.”

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