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I rimedi per l’imprugnimento


prugne-secche

Imprugniti, ovvero irritati da una situazione, un avvenimento, una o più persone, al punto da raggrinzire la faccia come una prugna secca e assumerne il colore.

E ora ditemi che non vi è mai successo  di irritarvi per una cosa e sentire proprio la faccia che tira, la pelle che si piega in rughe inaspettate sulla fronte e agli angoli della bocca, perché vi state trattenendo dal  dire cose che potrebbero far tremare i muri e far scendere qualche Santo dal Paradiso.

Imprugnirsi  è quello stadio dell’incazzatura in cui si è ancora coscienti che aprendo la bocca si potrebbero fare danni, quindi ci si trattiene e si pensa non a calmarsi, ma a come fare per esprimere il livore in modo civile, perché tutte le altre soluzioni che vi vengono in mente sono immorali, illegali e vi farebbero andare all’Inferno.

Paradossalmente, è uno dei momenti che fanno più male alla salute, oltre che alla pelle, perché comprimere non è mai una buona cosa, inoltre farsi venire le rughe è una cosa pessima. Ma è difficile prevenire questo tipo di reazione, perché avviene di solito su cose imprevedibili, ovvero ci si imprugnisce soprattutto quando una cosa che stiamo facendo va male, o abbiamo una brutta notizia o ci accorgiamo di qualche fregatura, tutte cose accomunate dal succedere all’improvviso.

 Insomma non abbiamo il tempo di far montare la delusione e la rabbia, ce la troviamo là, a braccetto con la consapevolezza che è una situazione dove non possiamo fare niente di costruttivo, quindi ci rimane là, piazzata tra la le vertebre cervicali, che tira un punto dietro l’occhio e ci ricorda la nostra inutile debolezza.

E’ molto importante, a questo punto, capire che la motivazione di questo scritto è analizzare il problema per risolverlo, ovvero trovare un antidoto all’imprugnimento proprio perché siamo consapevoli della sua inutile negatività.

Prima di tutto bisogna contestualizzare l’accaduto, ovvero immaginarsi fuori dal proprio corpo mentre si guarda la scena dall’esterno, vedere che brutta faccia si ha e rendersi conto che la prima cosa a cui porre rimedio è quell’espressione.

Una volta rientrati nel proprio corpo concentrasi sul distendere il viso, magari facendosi dei piccoli massaggi in senso orario e aiutando anche ad alleggerire la pressione sulle vertebre cervicali ruotando la testa.

Poi concentrarsi sulla respirazione seguendo il metodo della “respirazione addominale”, ovvero porre le mani aperte sull’addome con le quali ci aiutiamo a sentire il respiro che svuota la pancia d’aria per poi riempirla.  Di solito bastano cinque minuti, anche perché nei primi tre bisogna riuscire a coordinare il movimento, poi dopo gli altri due ci si stufa e si lascia perdere.

Comunque questo metodo contribuisce a confonderci le idee, magari perché l’ossigeno arriva tutto alla pancia e non al cervello, ma di solito a questo punto la drammaticità della situazione è già abbastanza scemata.

Per finire basta trovare un metodo di sfogo alternativo, ovvero scrivere un post infuocato su Facebook in cui si fa polemica col nulla, che comprende frasi farneticanti tipo “Poracci quelli che ti bloccano il loro diario e si vergognano di cancellarti” oppure “ Chi ha il naso grosso dovrebbe camminare più lontano dagli altri per non incorrere in incidenti”, oppure si ingaggia una feroce chat su what’s app o sempre su Facebook raccontando l’accaduto ad un parente stretto o ad un amico molto comprensivo dei nostri problemi psicofisici.

L’importante è non dire ad alta voce quello che pensiamo, quindi non parlare con le persone che sono fisicamente vicine a noi e non telefonare a nessuno. L’atto di scrivere, essendo più faticoso, ci permetterà di dire in alcuni minuti una cosa che a voce avremmo detto in pochi secondi, quindi la possibilità di aumentare il nostro livore autoalimentandolo diminuirà.

Così, piano piano, le rughe si distenderanno, il viso tornerà del suo pallido primaverile naturale e noi potremo pensare ad altro, memori però della carognata e del torto subito, che non esiteremo a tirare fuori anche in altri momenti della giornata, ma con il viso disteso e solo un leggero corrucciarsi delle sopracciglia.

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