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I casi del destino

Ieri volevo chiudere il blog.

Avevo pure iniziato a scrivere una lettera d’addio, ma ero troppo pigra per finirla.

E’ difficile scrivere tre pezzi alla settimana inventati di sana pianta (che sottile gioco di parole), ed è per questo che poi sono diventati due, poi uno… finché concentrarmi per scrivere qualcosa che valesse la pena condividere con gli altri è diventato quasi impossibile.

In questo periodo ho le pile scariche, il mio lato malinconico e cinico ha preso il sopravvento. Mi guardo intorno e mi chiedo se veramente ho fatto le scelte giuste, se non sarebbe stato meglio fare dei compromessi, impegnarmi in comportamenti che non sono i miei, piegarmi alle regole di una realtà che non mi appartiene.

E pure questo contenitore di idee, che vuole regalare agli altri un sorriso o un momento di riflessione o, magari, uno spiraglio verso la bellezza, iniziava a sembrarmi inutile e sterile.

Invece ieri succede questo:


Grazie a Paolo Sottocorona, che mi ha citato, a Filippo Rizzi che non dorme la notte e mi chiama dopo un anno per dirmelo, grazie a chi mi legge e mi regala qualche minuto del suo tempo, grazie a chi ha la pazienza di sopportarmi ogni giorno.

P.S. Per il pezzo che si cita ecco qui: http://piantatastorta.altervista.org/?s=magritte

P.S. del P.S. che sia il momento di fare il libro Ma l’arte serve? aspetto commenti.

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