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E’ venerdì…


2013-10-31 13.04.14

E’ venerdì, Dio sia lodato, la settimana sembra finita. Dico sembra perché il venerdì non è mai un giorno facile da superare. Sarà l’ansia di arrivare all’agognato week-end però, secondo me, questo giorno non dura ventiquattr’ore, ma almeno trentadue. Ma non ce lo dicono perché poi ci agiteremmo.

Fateci caso a come passa lentamente questo giorno, le lancette dell’orologio sembrano affette da narcolessia, mentre aspettiamo di poter raggiungere il dolce far niente per due giorni e di liberarci degli arresti domiciliari in ufficio.

Ma è venerdì, quindi, mentre aspettiamo, di solito, piove, a ribadire di non farsi illusioni: qualcosa che rovinerà il week-end ci sarà.

Con ciò si spiegherebbe perché gli scioperi li fanno sempre di venerdì. Che siano dei trasporti o che siano Generali, questo giorno della settimana rappresenta un momento ideale per creare dei disagi a chi vorrebbe solo fuggire e invece non riesce ad allontanarsi se non ha mezzi propri. Anche se a volte non bastano neanche quelli, perché agli ingorghi per uscire dalla città non si scappa.

Come non si sfugge ai cortei: studenti, disoccupati, a volte studenti che protestano perché saranno disoccupati, senza casa, lavoratori insoddisfatti, immigrati insoddisfatti e chi più ne ha più ne metta. In pratica chiunque sia triste può trovare nel centro di Roma un luogo in cui sfogarsi e mostrare agli altri il proprio disagio. Meglio se in gruppo, con caschi e scudi di legno e nelle ore di punta, in modo da far deviare quegli autobus che non fanno sciopero e impedire a chi dovrebbe farsi i fatti propri di circolare.

La manganellata, infatti, è sempre dietro l’angolo, non puoi mai sapere quando ti arriverà, soprattutto se pensi di non aver fatto niente per meritartela e ti trovi al posto sbagliato al momento giusto (per la manganellata).

Così, superato lo sciopero e il corteo, di solito rimane la telefonata delle 17.55, quella dell’unica altra persona che lavora oltre a te, che ti chiede qualche cosa che implica l’uso del pc.

Il pc, interrogato in maniera frenetica,  a questo punto si blocca, necessita di un riavvio e poi ti dice che sarebbe il caso di fare magari una “frammentazione”, che non è quella degli attributi maschili che non hai. E tu, che non sai cos’è una “frammentazione”, di solito dici di si. Poi appare una finestra al centro dello schermo che ti informa che dovresti fissare il computer per circa cinquanta ore prima che finisca il processo.

Anche il pc voleva fare il week-end e ha trovato un modo per passarlo con te.


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