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Cosa fare quando internet non va


cose da fare quando internet non va

Sembra strano, ma ormai la vita virtuale ha la stessa importanza di quella reale, nel nostro tempo da svegli potremmo dire che si equivalgono in certi momenti, e mentre la vita reale è fatta di litigi, contrattempi, brutte notizie, ma anche tramonti, vento sulla faccia, shopping e baci, quella virtuale sembra uguale finché non succede qualcosa, finché un server in Australia non si brucia, o un topo non rosicchia un cavo, allora all’improvviso svanisce sostituita dalla scritta sul monitor “connessione assente”. E a quel punto scatta la tragedia, perché ci rendiamo conto che la vita virtuale è troppo comoda rispetto alla reale.

Così, complice una fantastica grafica trovata appunto sul web, ho deciso di scrivere un “Pronto Soccorso immediato” su quello che si potrebbe fare nell’attesa che qualcuno sistemi la linea e ci faccia tornare nel mondo dei vivi.

Se all’improvviso internet non va si può:

  1. Piangere allo specchio. Lo so, sembra deprimente, ma in realtà serve a sfogarsi, almeno a darsi un tono prima di passare al punto 2.

  2. Urlare al tuo gestore. Se si è fatto il punto 1. diventa più facile perché abbiamo piagnucolato prima, quindi siamo meno patetici . Potremmo anche munirci di fischietto e minacciare l’operatore che se non risolve il problema lo useremo nella cornetta rendendolo sordo e inabile al lavoro.

  3. Camminare avanti e indietro. Prima o poi bisognerà riattaccare quindi, avendo noi il problema di non voler uscire di casa, dobbiamo accontentarci di camminare avanti e indietro, magari da una poltrona a una sedia e viceversa. Se siete come me, compulsivi verso il cibo, potete camminare dal frigo alla poltrona e magari portarvi qualcosa che vi sostenga nel tragitto.

  4. Cliccare “aggiorna” di continuo. Quando le gambe non reggeranno più tanto vale provare a vedere se riparte, cliccare di contino “aggiorna” permette di ricreare un po’ del movimento aerobico del dito sul mouse come quando si è collegati, come fosse un ciucciotto per intenderci.

  5. Lamentarsi col sindaco. Del resto quelli del call-center ormai riconoscono il numero e non rispondono, quindi con qualcuno bisogna pur prendersela, e non con la mamma che è ancora più isterica di voi perché non può aggiornare i suoi tre profili facebook e verificare se ha nuovi follower su twitter. Inoltre di questi tempi il Sindaco è la fonte di ogni male dell’umanità, crea voragini nelle strade, porta alluvioni, determina scioperi, sicuramente ha causato anche il cedimento della nostra rete web.

  6. Dipingere i propri sentimenti. Dicono che la terapia dell’arte sia un tocca sana per gli squilibri mentali, e visto che non si può giocare a candy crash possiamo sempre usare i pennarelli per dipingere scene di assassini di tecnici del nostro gestore e impiccagioni di programmatori di sistemi.

  7. Uscire di casa e rimanere disorientati dal “Mondo reale”. Alcuni possono essere più coraggiosi degli altri e superare il punto 3 per provare a vedere se trovano una soluzione nel “Mondo reale”. Ma il mondo reale senza Google Maps può essere molto difficile da attraversare, anche solo per trovare la Casa del cremolato, forse unico antidoto alla fame di post.

  8. Chiedersi “Dio perché a me”. La disperazione, aumentata dalla mancata individuazione della Casa del cremolato, può prendere il sopravvento, quindi rivolgersi alla religione può dare uno spiraglio di speranza, ovvero affidarsi a Dio pregando che ci pensi lui, visto che noi siamo troppo piccoli e abbiamo un contratto solo da 7 Mega.

  9. Calmarsi canticchiando e assumendo la posizione fetale. Magari fare anche un sonnellino. Alla fine di tanto sbraitare siamo stanchi, c’è poco da fare, e se non vogliamo andare in ospedale, dove sicuramente sappiamo che non c’è il wifi, dobbiamo dare tregua al nostro corpo.

  10. Mangiare ciambelle. O patatine fritte, o qualsiasi altra cosa si trovi in dispensa, in un’estensione del punto 3., basta che non sia niente da cucinare perché il sito di Giallo Zafferano è inaccessibile.

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