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A caval donato non si guarda in bocca


cuore in mano

Non è vero che chi ci fa i regali ci ama, a volte è proprio il contrario, a volte ci sono persone che cordialmente ci detestano e più o meno inconsciamente ci fanno regali che esprimono questo sentimento. Così quello che noi spesso archiviamo come “cattivo gusto” o come “stupidità”, in realtà è un subdolo tentativo, nascosto dietro alla maschera di un bel gesto di gentilezza, di eliminarci o di procurarci danni.

Ora mi direte che sono paranoica, ma fateci caso, quello specchio, (cfr. notoriamente porta male regalare gli specchi) ve lo ha regalato un’amica che avete sempre avuto il dubbio fosse invidiosa di voi; quella maglietta che vi sta malissimo e vi fa la gobba non arriva dalla collega di lavoro che vorrebbe prendere il vostro posto? Oppure quel set da aperitivo, non contiene quelle forchettine appuntite che potrebbero bucarvi le dita e non ve l’ha regalato l’ex fidanzata del vostro ragazzo? Per non parlare di quel barattolo di sottaceti fatti in casa, chiaramente veicolo di botulino, che arriva dall’amico di famiglia di tua madre che non sai bene perché ti odia, ma sicuramente ti odia.

Ecco, vi ho fatto degli esempi banali che dovrebbero aprirvi la mente, ma ve li ho fatti non per imparare a riconoscere questi segnali di malafede, bensì per prendere il coltello dalla parte del manico e iniziare voi, a vostra volta, a fare regali adeguati ai sentimenti di odio e rancore inespresso che provate verso il prossimo.

Partiremo dalle cose più facili per aumentare man mano la difficoltà del regalo.


  1. Il cibo che sta per scadere. È un’azione che implica una lunga premeditazione e pazienza, perché bisogna comprare il regalo molto prima ed aspettare il momento giusto. Il trucco, infatti, non è regalare un vasetto di crema al tartufo che è scaduto ma uno che scadrà tra tre giorni, così il destinatario del dono, non facendoci caso, se lo terrà magari per un’occasione, per esempio Natale, o in un momento di disperazione in cui la dispensa sarà vuota. Così, quando lo tirerà fuori pensando di aver svoltato la cena, si troverà davanti a una poltiglia immangiabile se va bene, pericolosa se va benissimo.

  2. Il cibo che puzza. Al contrario del primo, questo va comprato e regalato subito, altrimenti rischiamo di rimanere noi invischiati nella trappola ed impregnati di qualche odore che non vorremmo assolutamente avere addosso. Questo regalo funziona con le persone che odiano gli odori, quindi non si sbaglia con formaggi francesi o sardi, pesce, preparati a base di aglio o cipolla cruda. Sconsiglio il tartufo bianco, non vale la pena sprecarlo per una ripicca, se vi capita mangiatelo voi.

  3. Strumenti musicali e giocattoli rumorosi se hanno figli piccoli. Regalare tamburelli, fischietti, sonagli è un metodo infallibile per fare un regalo indiretto che potrebbe creare disagio e cattivo umore. Soprattutto se sappiamo che i bambini sono vivaci, stimolare la loro attitudine a rompere le scatole con oggetti appositi vi scagiona da ogni responsabilità ma vi garantisce risultati sicuri.

  4. Prodotti estetici di dubbia provenienza. Sono un azzardo, perché potrebbe andare male come potrebbe andare bene, ma la profumeria comprata sulla bancarella ha sempre una percentuale di rischio di allergie e di profumazioni orribili (è un regalo che va bene anche per quelli del punto 2). Notate che la natura inaffidabile del regalo lo pone come da fare quando si ha solo una leggera antipatia e non si è poi così interessati al risultato.

  5. Abiti leggermente più piccoli del dovuto o scarpe leggermente più strette, magari solo mezzo numero. Questa scelta ha varie componenti di soddisfazione. Costringerai il ricevente ad andare al negozio a cambiare il capo, quindi il negozio dovrà essere lontano e scomodo per lui, avrà inoltre quella sensazione di essere troppo grasso, o ingrassato, così da ingenerare una leggera depressione. Le scarpe, invece, se le proverà magari la mattina dopo,  quando i piedi sono sgonfi, avrà l’impressione che gli vadano bene, mentre successivamente, quando sarà ormai troppo tardi per cambiarle, gli procureranno dolori atroci.

  6. L’abbonamento a teatro, ma da solo, in modo che debba trovare o qualcuno che si presti e si abboni con lui, o che debba lui stesso comprare il secondo abbonamento. Possibilmente scegliete un teatro lontano, nella zona della città opposta a dove abita, e prendete il posto fisso e l’opzione per cui non si può cambiare mai il giorno, oltre che gli spettacoli con la più alta percentuale di attori tristi. Importante: anche se costa un po’ di più, scegliere un giorno nel weekend per chi ha l’abitudine di andare nella seconda casa o che addirittura fa il pendolare e non abita a Roma.

  7. Adozione a distanza di un bambino sfortunato. Politicamente correttissimo, un gesto assolutamente bellissimo, che lo costringerà a pagare per tutta la vita per un figlio che non ha voluto e che non vuole conoscere, e che magari non studierà e sarà pure bruttino. Ma tutti loderanno la sua bontà, lui stesso la loderà, tranne quando si troverà a dover fare il bonifico mensile e penserà alle rate della macchina, al mutuo per la casa, alla vacanza che non può fare. Allora forse cadrà qualche santo e si ricorderà pure di voi.

  8. Un buono per un checkup sanitario. Ideale per gli ipocondriaci,  e qui che altro potrei aggiungere che la vostra fervida fantasia non sappia già?

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