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Uomini&Donne, le cose in più e in meno


Basta questa storia che siamo uguali. Non lo siamo signori e signore mie, non fosse altro per evidenti ed indiscutibili differenze anatomiche. Voi avete delle cose che ci mancano e viceversa. Siamo fatti per essere complementari, questo è quello che penso io. Forse proprio per questo discorso delle cose in più ed in meno. Noi (donne) più sentimenti, voi (uomini) meno, noi più parole, voi meno, noi più capacità di gestire le cose insieme (lavoro, casa, bambini, manicure), voi meno (io lavoro, non posso portare i piatti in cucina dopo aver mangiato). E potrei continuare all’infinito, ma preferisco tediarvi con il resto dell’articolo.

Parliamo pure in modo diverso! Se io parlo ed il mio interlocutore è un uomo è garantito, al 100% che capirà l’opposto rispetto ad una donna.

Esempio:

Io – Ho finito il credito sulla pennetta che uso sul pc, sono in vacanza in mezzo al nulla, mi annoio da morire e non posso accedere a internet.

Lui – Vabbè c’hai facebook sul telefono.

La mia amica – Vado a farti la ricarica.

Capito che cosa voglio dire? Una donna dice ad un’altra donna che ha un problema, la donna capisce e gli dice che glielo risolve, l’uomo non capisce, propone una soluzione risibile e classifica la frase tra le “lamentele inutili e di origine sconosciuta” per dimenticare la conversazione in quattro secondi e mezzo.

Così sono convinta che anche la lettura di questo pezzo sarà interpretata diversamente da uomini e donne, quindi lo dico subito: io sono di parte, io sono una donna, e voi uomini non capirete veramente cosa sto scrivendo. E non vi offendete, è inutile rosicare se non capite.

Non capite, infatti, il problema inconscio di bimbe cresciute con il mito di Cenerentola e Biancaneve che si trovano in un mondo dove nessuno le vede come principesse ma che pretende che facciano i nani minatori.

Né la soddisfazione che può dare l’acquisto di un paio di stivali che per voi sono inutili solo perché ne abbiamo altri sei, ma “Mi mancavano marroni con il tacco, ce li ho solo neri e questi nuovi hanno anche la fibbia!”. Voi mettere la fibbia?

O il fascino morboso delle creme anticellulite.

Un breve accenno al tema sentimenti, quelli veri, quelli che hanno la parola con la grande “A”. Noi siamo sempre innamorate, voi siete sempre attratti. Noi viviamo nel sogno romantico che quel bacio così bello davanti alla porta di casa sia stato una dichiarazione d’amore, voi, se non eravate ubriachi e quindi ci avete baciato avendo in testa un omino che suonava una mazzurca, avete pensato che era meglio baciarci perché così la smettevamo di cianciare.

Noi crediamo di avere il controllo della situazione nel corteggiamento, di essere noi a scegliervi e a gestirvi, in realtà siamo delle boccalone che si fanno fregare dal mito della principessa di cui sopra e ci dimentichiamo presto che cosa vuol dire farsi trattare bene.

Noi parliamo sempre di uomini, quelli presenti, quelli che abbiamo avuto e quelli che vorremmo, voi parlate di sport, di politica, di barzellette, e poi di donne. E comunque ne parlate in modo differente, noi passiamo il tempo a valutare, scavare, cercare risposte alle sciocchezze più insignificanti che riguardano le vostre azioni e le vostre parole, soprattutto quelle non sono state pronunciate ma che carichiamo di significati sempre fantasiosi e drammatici.

Voi vi ponete i tre dubbi atroci:

  1. ci starà?

  2. ci starà subito o dovrò faticare un po’?

  3. se non ci sta, ci farò una figura di m…?

Ho così raggiunto la conclusione, che per alcune sarà amara, ma vi assicuro che per me è rassicurante, che è impossibile trovare qualcuno di genere maschile che ci ascolti e ci capisca veramente.

Basterà trovare qualcuno interessato, a cosa poi è da vedere. L’interesse è quello che riempie le differenze e che permette ai nostri mondi di incontrarsi, quando è reciproco ci si capisce, magari non veramente a fondo come crediamo, ma quel tanto per riuscire a trovare la stessa strada e a percorrerla insieme.

N.B.: C’è un ristrettissimo numero di uomini che fa eccezione a quanto sopra, ma non so ancora da dove nasce la loro capacità empatica, quindi in questo contesto farò finta che non esistano (ecco un altro lato maschile che prendo in prestito: “se chiudo gli occhi davanti ad un problema questo sparirà, ovvero se io non lo vedo, lui non mi vede”, noi capiamo che questo gioco non funziona a tre anni).

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