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Perché non l’hanno chiesto a Evans? (1935)


Perché non l’hanno chiesto a Evans

Adoro questo titolo, lo adoro perché è difficile trovare un titolo fatto con una domanda e perché racchiude tutto il senso della trama. Una trama che in molti momenti sembra dimenticarsi di lui eppure alla fine gli concede lo spazio che si merita e trasforma il percorso narrativo in un pensiero circolare.

Ancora una volta due giovani di belle speranze, o meglio, un giovane figlio del vicario del paese e la giovane nobildonna figlia dei castellani, Lady Frances Derwent (amichevolmente Frankie), che non sanno bene cosa fare delle rispettive vite, si trovano coinvolti in un mistero che però vedono solo loro per quasi tutta la durata del libro.

Tutto nasce dalla domanda apparentemente senza senso che pone un moribondo al giovane Bobby Jones, corso a soccorrerlo dopo un tragico incidente su una scogliera. Dai dubbi sull’identità del morto ma soprattutto dalla curiosità di capire il senso di quella domanda parte il viaggio nel mistero dei due amici che li porta ad attraversare l’Inghilterra e a rischiare la vita.

I toni sono quelli degli arbori della carriera di Agatha ma sviluppati con più maturità, la coppia che non sa se innamorarsi, le apparenze scontate che poi non sono tanto scontate, i misteri che si intrecciano ed una visione del mondo non solo chiaramente divisa in classi sociali, ma soprattutto aperta al lieto fine a tutti i costi.

Come ho detto in apertura, da leggere per il titolo, che racchiude il senso della storia e quella curiosità che spinge sia i personaggi che il lettore ad addentrarsi con spensieratezza nel mistero.

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