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Nella notte più buia, Aspettando gli avi


Ottobre è finito, le giornate si sono accorciate, la notte diventa ogni giorno sempre più lunga. La natura si addormenta, il freddo ci entra nelle ossa e un senso di solitudine e malinconia si fa strada nel nostro cuore. Forse questo è il periodo dell’anno in cui è più facile perdersi nel buio, dimenticare chi si è. Ma ci sono modi per ricordarlo, come ci ha fatto vedere Anna Rita Persechino, scrittrice e docente, che da sei anni ogni notte del 1 novembre organizza un evento intitolato “Aspettando gli Avi”.

In questa occasione rivivono insieme antichi canti, recital di poesia e racconti di miti e fiabe, tutti incentrati sulla tradizione popolare aurunca, in un viaggio di condivisione e riscoperta del passato di ogni spettatore. Per questo lo spettacolo si svolge in luoghi evocativi, come, per quest’anno, nelle catacombe della congrega del SS. Rosario presso la Cattedrale a San Pietro Apostolo a Minturno.

I Compagni della narratrice Anna Rita Persechino sono stati la poetessa Paola Di Biasio,  Veruska Menna, scrittrice attrice,  Maria Rosaria Palmieri, cantautrice di ispirazione cristiana, mentre la parte musicale è stata sostenuta dal maestro di coro Pietro Pannone, dal soprano Maria Romano e dal tenore  Andrea Calce.

Come la luce calda di una candela, che diffonde il suo chiarore nell’oscurità e ci indica il percorso da seguire, così “Aspettando gli Avi”, per una notte, ha riportato nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi quella dolce sensazione di non essere soli, perché i nostri Avi rivivono in ognuno di noi, basta solo fermarsi ad ascoltarli.

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