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A che punto é la notte, la Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio


La storia di Lazzaro é la storia di un miracolo, la vita che ritorna in un corpo morto da giorni, la vita che ritorna per volere divino. L’attimo rappresentato da Caravaggio é quello del primo respiro, lo scatto del braccio che risponde al richiamo del gesto di Cristo, i volti dei due fratelli uniti dall’alito della vita con Marta che sembra volere lei stessa donargli il suo respiro.

Caravaggio dipinge questo quadro in uno dei momenti più bui della sua esistenza, è in fuga e braccato per un omicidio indiscutibile, che lo ha rovinato come uomo e come pittore e che cambia il suo rapporto con l’arte.

Tutto assume un significato più rapido ed intenso, in una sorta di ribellione repressa verso quel realismo che é stato espressione del suo genio, mentre in questo quadro sembra concedersi una riflessione sulla forza dei miracoli ed insieme sui desideri dell’uomo.

Un miracolo é qualche cosa di impossibile che invece si realizza davanti agli occhi dell’uomo, é l’inatteso ma insieme sperato, è l’avverarsi dell’inspiegabile.

Morire e risorgere era impossibile, eppure Lazzaro rivive davanti a testimoni e familiari, che insieme vivono la commozione del ritrovare un parente creduto perso ed uno sconosciuto creduto cadavere.

Nel1609 Caravaggio avrebbe bisogno di un miracolo, avrebbe bisogno che sparissero di incanto le accuse contro di lui, che quel morto che lo perseguita nella sua fuga a Malta, poi in Sicilia e poi di nuovo sulla strada di Roma, ritornasse alla vita per scagionarlo e liberarlo.

Così la scena non ha bisogno di un’ambientazione storica, si svolge su un altissimo fondo nero che inghiotte le cose per concentrarsi spietatamente sui personaggi, sugli uomini e le donne che vivono la scena.

La luce divina non ha più quel bianco puro e brillante che lo ha reso famoso, ma viene rosicchiata da una sorta di cupezza dell’animo dell’artista che invoca un miracolo anche per sé.

Lo invoca però senza crederci veramente, perché nasconde il volto di Cristo in un’ombra quasi accusatoria, come a ribadire che si sente abbandonato anche da Dio, mentre lo consola la possibilità di trovare negli affetti dell’uomo la luce che cerca.

Così la costruzione in piena luce dell’incontro dei visi dei fratelli assume un valore fortemente commovente perché supera la disperazione e racchiude un sentimento assoluto e semplice: l’amore incondizionato. Un sentimento universale che diventa la nuova frontiera di Caravaggio, che forse nel suo viaggio tra le immagini spera incontrare, nel buio della notte, non più la luce divina, ma la luce dell’amore degli uomini, un miracolo per lui più grande.

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